#spazi aperti

Mush! La corsa vero Nome

69 squadre di cani lasciano la linea di partenza per viaggiare attraverso il centro di Anchorage

Mush! La corsa vero Nome

L'Iditarod del 2014 segnava il 34esimo anno che lavoravo come fotografo ufficiale della competizione. L'inizio delle cerimonie ad Anchorage quest'anno era diverso da tutti i precedenti. Con 69 squadre di cani che partivano a intervalli di 2 minuti per correre tra colonne di spettatori lungo i 19 km di strade, piste ciclabili e sentieri da sci ad Anchorage, c'erano molti movimenti da fotografare.

In seguito alla partenza del giorno dopo, le squadre cominciarono a sparpagliarsi durante la notte e il lunedì mattina al checkpoint di Finger Lake, a circa 180 km nella corsa di 1600 km, le squadre arrivavano e ripartivano ormai a intervalli irregolari.

Alle 6 di mattina, ero già fuori a fotografare con una delle mie Canon, montata su un treppiede per usare lunghi tempi di esposizione e riprendere sotto le stelle i musher e i volontari con i loro fanalini sulla testa.

Quel primo giorno, viaggiai su un piccolo areoplano (da 4 posti) fino al checkpoint di Rainy Pass. Solo poche ore dopo ero a bordo di una motoslitta guidata da Steve Perrins II della Rainy Pass Lodge per un viaggio di 56 km sulla catena montuosa dell'Alaska.

Ce la prendemmo comoda, viaggiando tranquillamente sulla catena e fotografando le diverse squadre di cani in questa magnifica zona.

Una volta passati dall'altro lato della catena montuosa, il sentiero cominciò a deteriorare notevolmente. Passò da neve a rocce, terriccio, radici e ghiaccio. Era di sicuro il peggiore pezzo di sentiero che i musher ed io avessimo mai visto. Guidare la motoslitta era abbastanza difficile e spesso mi misi a camminare per facilitare il lavoro di Steve, il quale dirigeva. Preparai il terreno per fotografare una squadra in quest'area senza neve in modo da mostrare il sentiero sterrato; quando una squadra ci corse davanti, però, fui sorpreso di vedere che non ci fosse nessun musher sull'autoslitta capovolta per terra. Questa era la prima volta che fotografavo una squadra senza musher. Steve fermò la squadra, legandola in attesa del musher.

Continuammo verso il checkpoint successivo, Rohn, mentre cominciava a fare buio. Ho fotografato molte delle squadre usando esposizioni basse e un flash di bilanciamento per le stelle e la luna quando si fece buio, usando il mio fanalino di testa per fare una messa a fuoco prima del loro arrivo. 

Nel corso dei 7 giorni seguenti, continuai a viaggiare tra i checkpoint per mezzo dello stesso piccolo aereo e della motoslitta, a volte atterrando tra due per catturare scene di vita tra musher, gente locale e volontari lungo la corsa Iditarod. Dormii sul pavimento di scuole o di centri comunitari in paesini. Più volte al giorno, il mio assistente caricava immagini sul internet: www.iditarod.com e www.iditarodsphoto.com

Arrivati finalmente a Nome, passai 5 giorni a fotografare sia i vincitori sia gli ultimi arrivati e le tante squadre nel mezzo.  Poter lavorare con strumenti fotografici della migliore qualità, di cui mi posso fidare ciecamente, in particolare le veloci e potenti schede SanDisk Extreme SD, è essenziale per buoni servizi in luoghi remoti come questo.




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Jeff Schultz

Dalla baia di San Francisco all'Alaska, Jeff Schultz è specializzato nel fotografare gli spazi aperti dell'Alaska.
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