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15 momenti chiave di un viaggio \"on the road\"

Le tappe di viaggio che tutti devono passare

15 momenti chiave di un viaggio \"on the road\"

Come canta la band hip-hop, Atmosphere, un viaggio \"on the road\" diventa sempre anche un \"head trip\", un viaggio di testa. È come essere nel proprio film, il movimento sempre in avanti conferisce un che di cinematico a tutto, una narrazione interna ritmata dalla musica che esce dalle casse e dallo scenario sempre in divenire: le valli e le colline del territorio, le città che sfilano fuori dal finestrino, le uscite di autostrada, i tunnel che si trasformano in schermi per la tua immaginazione. 

La cosa più interessante è che ricordando questi viaggi, si finisce sempre per organizzarli in base a momenti ben precisi. E questi momenti rappresentano quasi sempre gli stessi archetipi.

1. Ispirazione

Foto di Unhindered by Talent

Di solito l'ispirazione per un viaggio \"on the road\" nasce sempre da qualcosa di ordinario, irrilevante, cosa che di per sé rende la storia del dopo più interessante: \"Ho appena visto questa foto del parco nazionale Mesa Verde (o Denali in Alaska, o Badlands nel Dakota)\".  A volte parte da un obiettivo come andare a vedere i festival di Burning Man o Coachella.

2. Veicolo

Foto di Bev Goodwin

Non c'è mai una logica di come inizia e si sviluppa. Dove stai andando. Chi parte. Ma la domanda principale è sempre: Quale veicolo prendere? Per un secondo sogni di viaggiare su un van VW o nel camper Vanagon della tua amica. La chiami. Lei dice che la frizione va cambiata. E perché no il tuo vecchio catorcio di macchina allora? Non c'è così tanto spazio. E poi ce chi te lo dice che terrebbe fino alla fine? Ed è come se \"lei\" (la tua macchina) ti stesse parlando. Ti dice che vuole partire, che deve venire con te. Ce la possiamo fare. Dai, andiamo.

3. Pianificazione

Foto di Anders Ljungberg

E poi le cose si fanno serie. Cominci a controllare gli atlanti su Google Earth. Fai l'inventario dell'attrezzatura da campeggio che possiedi di già; visualizzi quali mete puoi raggiungere all'andata e al ritorno. Se stai seguendo la tradizione, cominci a urlare nomi di posti dopo la tua seconda caraffa di birra da Mamacita o ti riunisci con la tua squadra intorno alle cartine sparse sul tavolino, i ventilatori che girano durante una calda notte di giugno; ti sembra quasi di aver già cominciato a viaggiare.

4. Fare le valigie

Foto di Jennie & Jacques

C'è sempre una persona che vuole portarsi dietro troppe cose e non c'è mai abbastanza posto; quello è sempre il problema, soprattutto se i cani vengono con te (e devi portarli altrimenti non sembrerebbe giusto). Ora cominciano le decisioni difficili. Se ti concentri soltanto sul surf o il kayak, c'entra tutto, no? Ma si può anche sciare in estate sui ghiacciai delle montagne rocciose. L'attrezzatura da sci ci sta? E le biciclette? Quante chitarre, mandolini, fisarmoniche o tamburi sono permessi?

5. L'eccitazione prima della partenza

Foto di Cameron Parkins

Finalmente hai le idee chiare. E poi fai tutti questi programmi ambiziosi di partire alle 6 di mattina prima che inizi il traffico ad Atlanta, ma, maledizione, sei rimasto in piedi fino a tardi la sera prima e finisci per non sentire la sveglia e dormire. Cosa cambia? Sei partito ormai, sei \"on the road\"! Scopri che il tuo compagno di viaggio ha veramente un ottimo gusto musicale, perfetto per un lungo viaggio in macchina. E chi l'avrebbe detto che Sketches of Spain di Miles Davis sarebbe stato perfetto alle 8:15 di mattina sull'autostrada 400 in Georgia?

6. Monotonia

Foto di Chase Elliott

Ma dopo qualche ora l'eccitazione del viaggio comincia ad affievolirsi. Ti rendi conto di cosa ti aspetta: un sacco di ore di guida, ore seduto a guardare fuori dal finestrino, solo con i tuoi pensieri. Scattano strani ricordi di viaggi che hai fatto da bambino, tutte quelle interminabili volte che ti hanno trascinato a Richmond in Virginia per andare a trovare i tuoi nonni, la sensazione di essere incollato a una sedia per sempre. Ti chiedi come ce l'hai fatta allora senza uno smartphone.

7. La prima notte

Foto di Zach Dischner

Dopo un po' di tempo che guidi, però, c'è qualcosa di quasi ritualistico, un catalizzatore che avverti la prima notte, come se fossi passato attraverso un qualche portale. Magari la tua squadra decide di continuare dritto fino al Kansas, o il Texas, o qualche altra parte; tutti in sincronia con la musica elettronica, una maratona di 10 ore di dubstep. Continuate a discutere se sia meglio fermarsi, chiedendovi se i campeggi nei parchi nazionali valgano la pena.  E forse, per un puro colpo di fortuna, lasciate l'autostrada e trovate un qualche prato libero. Non c'è nessuno intorno e sembra il momento giusto per tirare fuori gli strumenti di musica e iniziare una jam session, mentre pensi come sia assurdo che 15 ore fa eri ancora a casa tua.

8. La prima mattina

Foto di Zach Dischner

Tutto è diverso quando ti svegli in viaggio, \"on the road\". Ti trascini fino al van, tutto rigido e con la vista ancora annebbiata, chiedendoti chi altro è già sveglio in questo paesaggio. Ti dici che varrebbe quasi la pena prendersela comoda questa mattina e stare qui e giocare un po' col frisbee, esplorare l'area. Ma dovete rimettervi in strada.

9. Primo avvistamento della porta delle meraviglie

Foto di Vicente Villamón

Dopo un'altra sfacchinata e l'impressione di star raggiungendo il limite della tua pazienza, ecco che intravedi la prima perla di quel qualcosa: Che sia il Front Range all'orizzonte nel Kansas occidentale, o la prima formazione calanchiva nelle Badlands del Dakota del sud, oppure ancora il passaggio dell'Appalachia con le sue dolci colline e le praterie . Sei al varco, insomma, sulla porta delle meraviglie che porta alla tua meta finale. Forse hai ancora due giorni di viaggio da fare, ma adesso hai ritrovato lo spirito per farli e questo esatto momento, in ogni suo dettaglio, fino alla canzone che esce dagli altoparlanti, si fissa nella tua memoria.

10. Contrattempo

Foto di Zach Dischner

Inevitabilmente, però, succede qualcosa. Un guasto, uno pneumatico sgonfio, un radiatore surriscaldato, un portafoglio perso, un incidente scampato, un cambio di meteo, una valanga che blocca l'autostrada I-40. Qualcosa che scombina completamente i tuoi piani. Adesso ti tocca fare una deviazione. Fare una pausa. Finisci per passare la notte in qualche città sconosciuta. Gardnerville in Nevada. Watkinsville in Georgia. Dopo aver visto le montagne con i tuoi occhi, però, o qualsiasi fosse il varco che hai superato, sembra quasi destino che ti sei bloccato qui. Ti ritrovi a una qualche festa da sconosciuti. E rimani anche il giorno dopo, perché no in fondo?

11. Tutto liscio

Foto di Srikanth Jandhyala 

Dopo esserti rimesso in strada verso qualunque sia la tua meta, ti accorgi che le cose stanno cominciando ad andare tutte lisce. Non dici niente, per scaramanzia, ma cominci ad apprezzare come tutto sembri venire più naturale; hai imparato a caricare e scaricare la macchina velocemente, siete tutti perfettamente sincronizzati quando dovete fare delle fermate. È come se non foste più di fretta e proprio per questo siete diventati tutti più efficienti, in tutto dal campeggio al cucinare, pulire, insomma nel viaggiare in generale.

12. Climax

Foto di Zach Dischner

Forse è un singolo attimo, quel momento in cui culmina tutto, tutte quelle ore in macchina da Boston a Malibù per arrivare davanti al mare e vedere subito l'onda infrangersi perfettamente. Oppure ancora è un'intera settimana al festival di Burning Man o un qualche punto d'incontro che avete prestabilito con i tuoi amici per partire all'escursione di un pezzo del Sentiero delle creste del Pacifico. Di qualunque cosa si tratti, senti che hai raggiunto l'apice in quel preciso momento: non hai più i piedi nella macchina ma per terra in un qualche posto che sembra completamente separato da dove eri solo pochi giorni prima.

13. Fare dietrofront

Foto di Ian Mackenzie

Cerchi di non pensarci (e soprattutto di non parlarne), ma sai che presto arriverà il giorno in cui dovrai rimetterti sulla via di casa. Pensi ai quei musicisti itineranti, ai registi e giornalisti di viaggio e cominci a fantasticare, cosa si prova a stare in giro per sempre, sempre on the road? A questo punto la tua squadra, che ora parla un linguaggio tutto suo creato durante il viaggio, decide di prendere il cammino di ritorno domani. Rimanere un altro giorno non farà che rendere tutto più difficile.

14. La lunga tirata

Foto di Neil Alejandro

Ma cambiate idea. Decidete invece di rimanere il più a lungo possibile sulle montagne rocciose, o sulla Playa o ancora nella penisola olimpica, e di lanciarvi poi in una specie di maratona attraverso gli Stati Uniti per fare il viaggio tutto in una tirata, con i cani stravaccati e mezzi morti di dietro. Stranamente, quando ripensi a tutto il viaggio, quella terribile tirata con troppi litri di caffè a tenerti sveglio, è uno dei momenti che ti ricordi meglio. Provi una certa soddisfazione ad aver deciso di godertela fino in fondo. 

15. Il ritorno

Foto di Cameron Parkins

Se ti sei immerso veramente nel viaggio, quando raggiungi la periferia della tua città, ti sembrerà di ritornarci da viaggiatore. Le strade che conosci, l'appartamento, la tua stanza: tutto sembra più piccolo, sbilenco in un certo senso. Se l'hai pensata bene, hai lasciato qualcosa nel frigorifero, qualche bottiglia, qualsiasi cosa per aiutarti a chiudere finalmente quegli occhi pesanti per un ultimo rituale. Il veicolo ormai è stato ribattezzato. Hai fatto almeno una o due aggiunte alla tua attrezzatura da viaggio e magari anche ai tuoi tatuaggi. Naturalmente hai anche perso qualcosa per strada. In fin dei conti, ci metti molto meno a disfare le valigie di quanto ci avevi messo a farle. Hai re-imparato a essere autosufficiente. Senti un po' di tristezza; vorresti cominciare già a pianificare il prossimo viaggio. E lo farai.

*Quest'articolo è apparso anche su Matador Network. **Un crocevia di viaggi, culture e storie da tutto il mondo, Matador Network è la più ampia rivista online di viaggi indipendenti.*




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David Miller

David Miller è caporedattore di Matador (vincitore del premio Lowell Thomas nel 2010 e nel 2011 per giornalismo di viaggio) ed è Direttore di Curricula a MatadorU.
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